inRassegna Stampa il21 Luglio 2021

Adnkronos, “Agricoltura: al via DROMAMED, progetto ricerca per futuro mais” (20/07/21)

Roma, 20 lug. (Adnkronos/Labitalia) – Ha preso avvio da pochi giorni
un innovativo progetto di ricerca internazionale che mira a garantire
alle coltivazioni di mais una maggiore resistenza ai sempre più
numerosi e innegabili effetti del cambiamento climatico. Si tratta di
Dromamed: coinvolge ben nove nazioni tra Europa e Nord Africa, fra cui
l’Italia, e ha come principale obiettivo la capitalizzazione del
germoplasma del mais mediterraneo per migliorare la sostenibilità dei
sistemi colturali, valorizzando la tolleranza della coltura agli
stress. Un intento pienamente in linea con gli obiettivi comunitari in
materia di sostenibilità, che mira al contempo a tutelare la
biodiversità e le risorse genetiche, promuovendo la valorizzazione del
germoplasma.

Il progetto, della durata di 36 mesi, è nato, sul versante italiano,
dalla collaborazione tra il Centro di ricerca cerealicoltura e colture
industriali del Crea e il dipartimento di scienze e tecnologie
agroalimentari dell’università di Bologna e si è concretizzato anche
grazie al fattivo supporto dell’associazione italiana maiscoltori-Ami
e della confederazione produttori agricoli-Copagri.

”Questo -spiegano i ricercatori del Crea e dell’ateneo bolognese – è
il primo tentativo così largamente condiviso tra numerosi partner di
entrambe le sponde del Mediterraneo di impostare il miglioramento
genetico del mais per tolleranza alla siccità e agli stress correlati
negli areali del Sud Europa e del Nord Africa e, in prospettiva, in
aree più ampie di diffusione di questa coltura. Obiettivo generale
della ricerca è la capitalizzazione delle risorse genetiche
mediterranee, italiane ed europee di mais, per il superamento delle
limitazioni attuali nell’adattamento di questa coltura a condizioni
agroambientali sub-ottimali, o in aree mediterranee o dovute al
climate change”.

La prima fase del progetto prevede la raccolta
di germoplasma di mais mantenuto nei paesi di entrambe le sponde del
Mediterraneo dai partner coinvolti; seguirà una seconda fase, nella
quale la ricerca si concentrerà sull’identificazione dei tipi adatti a
sostenere Innovative Farming System (IFS) idonei e a input energetico
ridotto, che verranno individuati tramite valutazioni agronomiche e
fisiologiche ad alta processività. La terza e ultima fase del progetto
prevede lo studio del controllo genetico dei caratteri di resilienza e
lo sviluppo di nuovi metodi di selezione utilizzabili dai breeder
dell’area mediterranea.

Rispetto a precedenti progetti, Dromamed risulta innovativo in quanto
caratterizzato dalla raccolta e dall’analisi di germoplasma finora non
adeguatamente esplorato, che verrà studiato integrando competenze
genetiche, biochimiche, agronomiche e fisiologiche in sinergia con i
partner del progetto. Un ulteriore elemento di innovazione è dato
dalla partecipazione attiva di associazioni degli agricoltori e
stakeholder, cui spetterà il delicato compito di seguire lo
svolgimento delle attività progettuali e intervenire per rafforzare
l’impatto sociale dei risultati della ricerca, trasferendone i
risultati ai produttori agricoli.

”Rappresentare puntualmente e costantemente le istanze della filiera
maidicola, andando al contempo a trasferire e riportare agli
agricoltori i risultati del progetto -evidenziano Ami e Copagri – è
una delle chiavi di volta della ricerca applicata al campo agricolo,
che può contribuire alla effettiva riuscita di una ambiziosa
iniziativa quale Dromamed, la cui rilevanza e portata internazionale è
perfettamente rappresentata dal consistente numero di Paesi
interessati”. Ami e Copagri ritengono prioritario puntare su
trattamenti innovativi, di semplice applicazione e a basso impatto
ambientale, che insieme a nuove soluzioni agronomiche possano
contribuire a contenere i costi di produzione, svolgendo al contempo
una efficace azione di protezione della coltura.

(Lab-Pal/Adnkronos)

ISSN 2465 – 1222
20-LUG-21 23:45

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