Battista, la nostra cucina affonda le sue radici nel lavoro quotidiano dei produttori agricoli
Roma, 10 dicembre 2025 – “Con l’atteso riconoscimento Unesco la cucina italiana diventa la prima al mondo a essere dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel suo insieme, a riconoscimento della grande ricchezza immateriale che questa rappresenta in termini di cultura, territorio, storia e distintività, oltre che ovviamente di gastronomia, andando di fatto a confermare la centralità del settore primario nel custodire e tramandare i saperi legati alla nostra identità”. Lo afferma il presidente della Copagri Tommaso Battista, esprimendo la soddisfazione dell’intera struttura della Confederazione Produttori Agricoli in riferimento a un importante riconoscimento che va a premiare, di riflesso, tutto il Primario nazionale.
“Non bisogna mai dimenticare – prosegue Battista – che la cucina italiana, intesa non come un mero elenco di ricette, ma come un vero e proprio rito sociale, culturale e identitario del Belpaese, affonda le sue radici nel lavoro quotidiano dei produttori agricoli, che contribuiscono in maniera esemplare a tenere alta l’immagine del Made in Italy nel mondo, fornendo un apporto insostituibile alla sicurezza alimentare e alla tenuta socioeconomia di tutto il Paese, di cui custodiscono il territorio, l’ambiente e la biodiversità”.
“In tal senso, riconoscere l’eccellenza del nostro patrimonio culinario, da intendersi quale ‘insieme di pratiche, rituali e gesti culturalmente radicati’, significa promuovere la grande qualità dei prodotti agroalimentari italiani, tutelandone l’identità culturale e favorendo l’economia locale, con il fine ultimo di offrire ai consumatori un’esperienza autentica e consapevole”, rimarca il presidente della Copagri, secondo cui “tale riconoscimento raccoglie e amplia l’eredità della dieta mediterranea, a sua volta riconosciuta quale patrimonio immateriale dell’umanità nell’ormai lontano 2010”.
“Valorizzando la cucina italiana, infatti, che come noto si fonda sulla genuinità delle materie prime, nonché sulla distintività e sulla sostenibilità delle produzioni, si sostengono concretamente le materie prime italiane, così come le Indicazioni Geografiche del Belpaese e tutto il comparto agroalimentare, che può vantare un bagaglio di eccellenze enogastronomiche e di tipicità locali pressoché infinito”, conclude Battista, ringraziando il Masaf per il grande lavoro che ha portato al riconoscimento.



