Riso, accordo UE durissimo colpo per eccellenza nazionale; Europarlamento si faccia sentire
Battista, in gioco c’è il primato risicolo dell’Italia in Europa, sia in termini di produzione che di superfici
Roma, 3 dicembre 2025 – “L’accordo raggiunto in sede di trilogo sulle clausole di salvaguardia per le importazioni di riso all’interno dell’UE, con tutele che scatterebbero solo oltre le 561mila tonnellate, rappresenta un durissimo colpo per il comparto risicolo nazionale, che rappresenta circa la metà della produzione comunitaria, potendo inoltre vantare un inestimabile patrimonio di varietà con caratteristiche uniche, molto conosciute e apprezzate in tutto il mondo”. Così il presidente della Copagri Tommaso Battista a proposito degli sviluppi negoziali sul Regolamento SPG (Sistema di Preferenze Generalizzate).
“La soglia individuata, pur se notevolmente ridotta rispetto all’iniziale proposta di addirittura 750mila tonnellate avanzata dall’Esecutivo comunitario, è talmente alta da risultare nel concreto quasi inapplicabile, andando di fatto a esporre i produttori agricoli italiani alla vera e propria concorrenza sleale di altre produzioni, perlopiù provenienti dal continente asiatico, dove vigono ben altri standard in termini di sostenibilità ambientale e soprattutto sociale”, fa notare il presidente della Copagri.
“Senza contare il fatto che simili quantitativi di riso, oltretutto importati nell’UE a dazio zero, farebbero letteralmente crollare il mercato, senza portare alcun beneficio ai consumatori, che vedranno gli scaffali dei supermercati invasi da prodotti con una valenza qualitative decisamente inferiore”, aggiunge Battista.
“Alla luce di ciò, e in relazione alla flebile speranza che si faccia marcia indietro e che ci si avvicini alla richiesta avanzata dalla filiera di accordare una soglia di circa 200mila tonnellate, facciamo appello al Parlamento Europeo, e in particolare a tutti gli europarlamentari italiani, affinché ascolti il grido di allarme dei produttori”, prosegue il presidente, ricordando che il testo dell’intesa dovrà passare il vaglio della Commissione per il Commercio Internazionale dell’Eurocamera e, in seconda battuta, della plenaria.
“In gioco – conclude Battista – c’è il primato risicolo dell’Italia a livello comunitario, sia in termini produttivi, con più di 1,5 milioni di tonnellate corrispondenti a circa la metà della produzione UE, che a livello di superfici coltivate, con oltre 200mila ettari, per la gran parte concentrati nel Nord Italia, in particolare in Piemonte, Lombardia e Veneto, anche se non mancano realtà virtuose in altre regioni del Centro Sud”.