Sardegna: Pecorino Romano, bene Masaf; ora puntare su programmazione e coesione
Patteri, filiera attraversa fase di delicato e fragile equilibrio, che va difeso con scelte responsabili
Cagliari, 27 novembre 2025 – “La decisione del ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida di destinare 12,8 milioni di euro al ritiro del Pecorino Romano tramite bando indigenti è fondamentale per alleggerire le scorte e sostenere le quotazioni del prodotto senza andare a distorcere il mercato; tale importante iniziativa va accompagnata da scelte lungimiranti che prediligano la programmazione, la coesione e la responsabilità per contribuire alla stabilità della filiera”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Sardegna Giuseppe Patteri, analizzando le criticità e le prospettive del comparto lattiero-caseario ovino regionale.
“La filiera si trova attualmente in una situazione di fragile e delicato equilibrio e proprio per questo necessita di politiche che guardino al medio-lungo periodo”, rimarca il presidente, ad avviso del quale “bisogna prima di tutto dare piena operatività a strumenti di garanzia e di finanza, a partire dal pegno rotativo sul magazzino di formaggio e da interventi similari, quali fondi di rotazione, garanzie pubbliche e misure di sostegno alla liquidità, che consentano alle imprese di ottenere credito senza essere costrette a vendere sottocosto”.
“Dopo i picchi del 2023, i prezzi del Pecorino Romano hanno registrato una flessione e oggi oscillano su livelli sensibilmente più bassi, mentre i costi di produzione del latte e dei fattori produttivi continuano a crescere”, evidenzia il direttore della Copagri Sardegna Mario Putzolu, spiegando che “su questi fattori si innestano i dazi del 15% in vigore negli USA e la fragilità strutturale del nostro sistema zootecnico”.
“Tutti questi elementi, se da un lato non devono assolutamente ingenerare allarmismi, dall’altro danno l’esatta misura di quanto sia importante rendere operative in tempi rapidi le misure già annunciate a livello nazionale e regionale, scongiurando il rischio di deprecabili ritardi burocratici”, prosegue il direttore, secondo cui “ogni settimana ‘persa’ aumenta il rischio che qualcuno, schiacciato dalla necessità di liquidità, scelga la via più semplice delle vendite al ribasso, errore strategico che, nel medio periodo, rischierebbe di alterare gli equilibri di mercato andando così a mettere in difficoltà l’intera filiera”.
“Proprio per questo, accanto alla programmazione, è fondamentale la responsabilità di tutti gli attori in campo, a partire dal Consorzio di Tutela, cui chiediamo di tutelare le razze e i sistemi di allevamento alla base della DOP e di adottare per la prossima campagna un piano di produzione prudente che scongiuri nuove fasi di sovrapproduzione; analogo appello rivolgiamo ai trasformatori, cui chiediamo di evitare strategie aggressive basate su forti sconti e vendite al ribasso che, nel medio periodo, potrebbero eroderebbero il valore della DOP e, con esso, il reddito degli allevatori”, concludono Patteri e Putzolu.