(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 28 lug – ‘In attesa di conoscere e approfondire i dettagli dell’accordo sui dazi tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea, con particolare riferimento ai regimi speciali con zero dazi reciproci previsti per alcuni prodotti agroalimentari, la cui lista sara’ definita nelle prossime settimane, e’ bene ricordare il rischio concreto che gravava sul nostro agroalimentare, per il quale tra pochi giorni sarebbero scattate tariffe del 30%; in tale ottica, essere riusciti grazie alla diplomazia a contenere i danni e ridurli della meta’ e’ certamente un fatto positivo’. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista, all’indomani dell’intesa tra due delle maggiori economie del mondo per l’imposizione di barriere tariffarie al 15%.
‘Sotto altro aspetto pero’ – ha aggiunto Battista – appare evidente come i dazi siano piu’ che triplicati rispetto alle percentuali attuali, di poco inferiori al 5%, con un incremento che avra’ pesanti ricadute su molte produzioni di punta del Made in Italy agroalimentare, soprattutto se sommato alla svalutazione del dollaro americano. Questo balletto dei numeri avra’ ripercussioni piu’ significative sui prodotti che godevano di una tassazione piu’ bassa e una minore incisivita’ per le produzioni che gia’ scontavano dazi analoghi’.
‘Un ragionamento a parte – ha proseguito il presidente della Copagri – va fatto per il capitolo dei vini, sui quali pesa la grande incognita della mancanza di decisioni, che come chiarito dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen verra’ sciolta nei prossimi giorni. Si tratta di una delle produzioni di maggior peso in termini di export negli Usa, un dazio del 15% si tradurrebbe in centinaia di milioni di euro di perdite’.
Gdo
(RADIOCOR) 28-07-25 12:06:15 (0318)FOOD 5 NNNN



