inComunicati Copagri il15 Novembre 2021

Cibo per la mente: Farm to Fork, la sostenibilità delle filiere di olio d’oliva e delle oleaginose deve essere anche economica

Intervento della Copagri al terzo talk del manifesto per l’innovazione in agricoltura “Cibo per la mente”

Milano, 12 novembre 2021 – Collaborazione tra tutti gli attori e sostegno al miglioramento genetico sono le chiavi per mantenere la sostenibilità ambientale ed economica delle filiere dell’olio d’oliva e delle oleaginose. È quanto emerso nel corso del terzo Talk di Cibo per la mente, il Manifesto per l’innovazione in agricoltura sottoscritto da 15 associazioni (Aisa, Agrofarma, API, Assalzoo, Assica, Assitol, Assobiotec, Assofertilizzanti, Assosementi, Compag, CIA, Confagricoltura, Copagri, UNAItalia, Uniceb).

Al webinar “Sostenibilità delle filiere. Il caso dell’olio e delle oleaginose” hanno preso parte l’On. Giuseppe L’Abbate, membro della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, Andrea Carrassi, Direttore Assitol, Enrico Fravili, responsabile tecnico dei settori produttivi Copagri, Maria Sara Manganelli, Consigliera COMPAG Umbria. A moderare è stato Alessio Romeo, giornalista de Il Sole 24 Ore Radiocor.

“La sostenibilità deve essere ambientale, economica e sociale. È necessario avviare subito un’interlocuzione in tutta la filiera per raggiungere un disciplinare di produzione di sostenibilità. C’è grande preoccupazione per la riduzione drastica dei principi attivi da poter utilizzare per la difesa delle piante che rischia di selezionare dei patogeni più resistenti. Dobbiamo dunque investire nella ricerca e puntare sulle nuove biotecnologie. L’Italia non deve perdere questa opportunità perché grazie a queste tecniche è possibile creare piante con specifiche resistenze che possono ridurre l’uso di fitofarmaci. La sostenibilità ambientale non significa ridurre, ma cambiare modo di produrre, utilizzando prodotti, metodologie e interventi agronomici che hanno un impatto inferiore sull’ambiente” ha dichiarato l’On. Giuseppe L’Abbate.

“L’olivicoltura ha una dimensione non solo produttiva, ma anche di difesa idrogeologica e valenza paesaggistica. Dobbiamo restituirle competitività premiando i metodi di produzione a basso impatto ambientale. Oggi assistiamo a cambiamenti climatici preoccupanti e la Farm to Fork richiede una agricoltura rispettosa dell’ambiente e della biodiversità, ma deve anche spiegare qual è il percorso per ottenere questa effettiva riduzione dell’impatto ambientale. Chiediamo dunque ai decisori politici di perseguire la strada della ricerca genetica e delle nuove tecnologie a supporto degli agricoltori. È necessario mettere a punto un piano strategico di settore lungimirante a livello nazionale per l’olivicoltura, per dare vita a una filiera equa e sostenibile” ha dichiarato Enrico Fravili.

“La Farm to Fork spinge verso l’agricoltura biologica, ma va valutato il tema della sostenibilità economica. Ridurre fortemente gli input agronomici e i fertilizzanti comporta che poi, a fronte di una domanda costante, la produzione diminuisca e le quotazioni dei listini siano destinate a crescere. La sostenibilità per l’olio d’oliva va affrontata con un approccio di filiera. Per una sostenibilità non impattante ci vuole gradualità: bisogna programmare per guidare la transizione” ha spiegato Andrea Carrassi.

“L’aumento dei prezzi dei fertilizzanti azotati rappresentano un allarme. La politica europea è virtuosa, ma troppo utopistica: ci vengono dati degli obiettivi senza un piano per realizzarli e l’unico elemento chiaro sono i tagli sugli input a livello di mezzi tecnici. Il rischio è di non poter sopperire alla richiesta globale di beni alimentari, uno scenario decisamente preoccupante. Il sostegno alla filiera è indispensabile perché la filiera garantisce la tracciabilità, che va a braccetto con la sostenibilità” ha dichiarato Maria Sara Manganelli.

La registrazione completa del webinar è disponibile cliccando qui.