inComunicati Copagri il12 Novembre 2021

Avicoltura, avanti con piano di settore per più equa distribuzione valore aggiunto produzione

Intervento della Confederazione al Tavolo tecnico tenutosi oggi al Mipaaf

Roma, 12 novembre 2021 – “In Italia, l’avicoltura è uno dei pochi settori produttivi a raggiungere l’autosufficienza ed è caratterizzato da una situazione nella quale oltre il 100% delle carni avicole consumate proviene da allevamenti nazionali, che a livello comunitario rappresentano un virtuoso esempio in termini di qualità e di biosicurezza”. Lo ha sottolineato la Copagri intervenendo all’odierna riunione del Tavolo tecnico della filiera avicola, svoltasi oggi al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

“Parliamo di un settore che è tra i fiori all’occhiello dell’agroalimentare nazionale, con numeri significativi a livello di indotto, e che a livello comunitario, in termini di produzione, è secondo solo a Polonia, Germania e Francia; guardando ai numeri del 2020, si registra un lieve incremento in termini produttivi dell’1,9% circa su base annua, con una crescita anche a livello di consumi, che si attestano su poco meno di 1,3 milioni di tonnellate”, ha fatto notare la Copagri.

“Nonostante questo, il settore sta attraversando una forte crisi, che è legata a doppio filo agli incrementi delle tariffe energetiche e dei costi produttivi, con rincari che per i mangimi hanno superato anche il 30-40%”, ha evidenziato la Confederazione, ad avviso della quale “le strade da intraprendere passano per l’aggregazione, promuovendo la costituzione di accordi di filiera, e per l’innovazione, lavorando per l’automazione degli allevamenti, per il controllo da remoto e la videosorveglianza e sfruttando tutte le opportunità legate alla ristrutturazione a alla riconversione aziendale o all’utilizzo dell’agrifotovoltaico”.

“A tale situazione di sofferenza – ha continuato la Copagri – si sono aggiunte le difficoltà legate al progressivo espandersi dell’influenza aviaria in Veneto; il rischio concreto, oltre al danno economico già maturato e al momento difficilmente quantificabile, è quello di offrire il fianco all’avanzata dell’epizozia, con la malaugurata possibilità di vederla arrivare in Lombardia ed Emilia-Romagna, regioni nelle quali insieme al Veneto si concentra oltre la metà del patrimonio avicolo italiano”.

“Fondamentale, quindi, oltre a mettere in campo tutte le dovute azioni in termini di biosicurezza per contenere e contrastare l’avanzata dell’influenza, è continuare a lavorare su un piano di settore avicolo, che vada a riequilibrare i rapporti di forza all’interno della filiera, mirando a una più equa distribuzione del valore aggiunto delle produzione avicole e definendo nel dettaglio i costi produttivi e le conseguenti remuneratività”, ha concluso la Copagri.