inRassegna Stampa il24 Agosto 2020

Adnkronos, “Agricoltura: Xylella, Copagri Puglia ‘Con nuovo regolamento UE ampliati i reimpianti'” (24/08/20)

Bari, 24 ago. (Adnkronos) – Il nuovo regolamento Ue sulla xylella
fastidiosa, che ha messo in ginocchio il patrimonio olivicolo
salentino e stravolto il paesaggio pugliese, contiene una novità sui
reimpianti, rendendo possibile l’utilizzo di varietà diverse da quelle
finora consentite. La novità soddisfa la Copagri Puglia. Altre
disposizioni presenti nel testo sono state confermate (ad esempio le
indicazioni relative alle delimitazioni, la riduzione da 100 a 50
metri del raggio di eradicazione, la regolamentazione sulle
movimentazioni e su tutta l’attività vivaistica nelle zone di
demarcazione) mentre ”la principale novità riguarda il tema dei
reimpianti”, sottolinea il presidente della sigla agricola Tommaso
Battista. ”Nonostante la necessità di aprire nelle aree infette a
nuove opportunità di reimpianti – spiega – il vincolo era limitato
alle piante riconosciute resistenti o tolleranti, così come stabilito
dagli Stati membri, ovvero alle sole varietà di Leccino e Favolosa,
pur in carenza di un adeguato supporto scientifico. Le predette
varietà hanno però evidenziato alcune importanti criticità, quali
l’esigenza di un importante apporto idrico per la Favolosa e la
caratteristica auto sterile del Leccino”.

Con il nuovo regolamento, invece, viene autorizzato il
reimpianto di piante che appartengono ”di preferenza a varietà che si
sono dimostrate resistenti o tolleranti”. Secondo il presidente di
Copagri Puglia ”aver rimosso l’esclusività consente di non azzerare
la straordinaria biodiversità olivicola del Salento, una delle più
vaste di tutto il Mediterraneo”, commenta Battista, ricordando che
”la Copagri Puglia aveva da tempo chiesto di aprire a nuove varietà,
nella piena consapevolezza che il concreto rischio di una diminuzione
in termini di biodiversità avrebbe portato grosse problematiche
all’olivicoltura”. Un’altra novità è l’introduzione dell’analisi
molecolare per individuare le piante infette per evitare i numerosi
falsi positivi (sino al 30 per cento) scaturiti dal metodo denominato
Elisa. ”Ci auguriamo ora che grazie all’analisi molecolare
l’individuazione delle piante infette sia più puntuale ed efficace”,
dice ancora Battista.

(Nfr/Adnkronos)

ISSN 2465 – 1222
24-AGO-20 19:10

NNNN