Suinicoltura, bene Commissione interregionale Lombardia-Emilia-Romagna per nuovo patto di filiera

28 Maggio 2020

Intervento di Cavaliere al tavolo interregionale di filiera con gli assessori di Lombardia Rolfi ed Emilia-Romagna Mammi

Milano, 28 maggio 2020 – “Guardiamo con favore all’annunciata intenzione di istituire una apposita commissione tecnica interregionale che affronti la crisi della suinicoltura e che vada al contempo a promuovere un nuovo patto di filiera. Nell’ambito di tale patto bisogna puntare con decisione sulla programmazione, con un occhio attento all’andamento del comparto a livello comunitario e alla prossima PAC; è solo ragionando in ottica europea, infatti, che si può pensare di intervenire per programmare la produzione, così da evitare sovrapproduzioni e squilibri di mercato”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Lombardia Roberto Cavaliere intervenendo a una videoriunione del tavolo interregionale della filiera suinicola, alla quale hanno partecipato gli assessori all’agricoltura della Lombardia Fabio Rolfi e dell’Emilia-Romagna Alessio Mammi.

“I suinicoltori di Lombardia ed Emilia-Romagna si trovano stretti nella morsa tra l’aumento dei costi di produzione, legati in particolare all’alimentazione e alla maggior permanenza degli animali in allevamento, e un calo dei prezzi a loro riconosciuti dovuti all’emergenza Coronavirus, stimabile nell’ordine del 40%, che ha determinato notevoli squilibri di mercato all’interno della filiera e che, dopo un iniziale incremento dei consumi, ha ridotto sensibilmente gli acquisti di prosciutti, con ripercussioni particolarmente gravi sulle produzioni a denominazione d’origine e, a cascata, sull’intero settore”, ha ricordato Cavaliere.

“Per questo è necessario accelerare con l’emanazione del bando per l’acquisto di prosciutti per gli indigenti, anche se i 9 milioni di euro attualmente destinati per tale scopo non sono minimamente sufficienti e andrebbero pertanto implementati sfruttando parte dei 250 milioni stanziati con il DL rilancio”, ha suggerito il presidente della Copagri Lombardia.

“Bisogna poi continuare a lavorare sul versante nazionale per dare liquidità e ossigeno alle aziende e ragionare sull’avvio di un Sistema di qualità nazionale, che attraverso un apposito marchio vada a certificare e contestualmente a valorizzare tutti i tagli di carni suine; altri punti chiave riguardano la previsione di due distinte deroghe riguardanti le superfici garantite agli animali negli allevamenti e l’aumento del peso dei suini, motivabili entrambe con il minor numero di macellazioni legate alla contrazione dei consumi”, ha concluso Cavaliere.

Intervento di Cavaliere al tavolo interregionale di filiera con gli assessori di Lombardia Rolfi ed Emilia-Romagna Mammi

Milano, 28 maggio 2020 – “Guardiamo con favore all’annunciata intenzione di istituire una apposita commissione tecnica interregionale che affronti la crisi della suinicoltura e che vada al contempo a promuovere un nuovo patto di filiera. Nell’ambito di tale patto bisogna puntare con decisione sulla programmazione, con un occhio attento all’andamento del comparto a livello comunitario e alla prossima PAC; è solo ragionando in ottica europea, infatti, che si può pensare di intervenire per programmare la produzione, così da evitare sovrapproduzioni e squilibri di mercato”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Lombardia Roberto Cavaliere intervenendo a una videoriunione del tavolo interregionale della filiera suinicola, alla quale hanno partecipato gli assessori all’agricoltura della Lombardia Fabio Rolfi e dell’Emilia-Romagna Alessio Mammi.

“I suinicoltori di Lombardia ed Emilia-Romagna si trovano stretti nella morsa tra l’aumento dei costi di produzione, legati in particolare all’alimentazione e alla maggior permanenza degli animali in allevamento, e un calo dei prezzi a loro riconosciuti dovuti all’emergenza Coronavirus, stimabile nell’ordine del 40%, che ha determinato notevoli squilibri di mercato all’interno della filiera e che, dopo un iniziale incremento dei consumi, ha ridotto sensibilmente gli acquisti di prosciutti, con ripercussioni particolarmente gravi sulle produzioni a denominazione d’origine e, a cascata, sull’intero settore”, ha ricordato Cavaliere.

“Per questo è necessario accelerare con l’emanazione del bando per l’acquisto di prosciutti per gli indigenti, anche se i 9 milioni di euro attualmente destinati per tale scopo non sono minimamente sufficienti e andrebbero pertanto implementati sfruttando parte dei 250 milioni stanziati con il DL rilancio”, ha suggerito il presidente della Copagri Lombardia.

“Bisogna poi continuare a lavorare sul versante nazionale per dare liquidità e ossigeno alle aziende e ragionare sull’avvio di un Sistema di qualità nazionale, che attraverso un apposito marchio vada a certificare e contestualmente a valorizzare tutti i tagli di carni suine; altri punti chiave riguardano la previsione di due distinte deroghe riguardanti le superfici garantite agli animali negli allevamenti e l’aumento del peso dei suini, motivabili entrambe con il minor numero di macellazioni legate alla contrazione dei consumi”, ha concluso Cavaliere.