inComunicati Copagri il19 Febbraio 2019

PAC, PREOCCUPAZIONE E PERPLESSITÀ PER PAVENTATA ABOLIZIONE FONDI PER PROMOZIONE EXPORT AGROALIMENTARE

Verrascina, serve regolamento transitorio che assicuri continuità a Pac 2014-20 e consenta valutazione più approfondita riforma

“Esprimiamo preoccupazione e forti perplessità per la paventata abolizione degli aiuti comunitari destinati alla promozione dell’export verso i paesi terzi, che sono risultati spesso determinanti per il raggiungimento e l’espansione verso nuovi mercati, consentendo alle aziende agricole di compensare i mancati introiti causati dal calo dei consumi interni di prodotti quali vino e ortofrutta”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina a proposito dei contenuti di un parere approvato dalla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo e destinato alla Commissione Agricoltura, responsabile del dossier sulla riforma della Pac.

“Invitiamo pertanto i parlamentari europei del nostro Paese a vigilare affinché tale indicazione non si traduca in realtà e vada a penalizzare le tante eccellenze enogastronomiche italiane conosciute e apprezzate in tutto il mondo”, prosegue il presidente della Copagri.

“Ribadiamo, inoltre, la necessità di prevedere un regolamento transitorio, che assicuri continuità alla Pac 2014-20 e certezza giuridica agli agricoltori europei, consentendo al contempo una nuova programmazione efficace e partecipata; riteniamo, infatti, che sia necessario maggiore tempo per consentire al nostro Paese di elaborare una valutazione più approfondita della riforma della Pac”, aggiunge Verrascina.

“Viceversa – fa notare il presidente – una discussione affrettata e frettolosa su una politica così complessa e di fondamentale importanza per i nostri produttori agricoli potrebbe risultare controproducente, tanto da rischiare di compromettere la coerenza della Pac stessa e i suoi effettivi risultati”.

“Ogni ragionamento sulla Pac, infine, non può prescindere da una riflessione sul budget ad essa dedicato, che è di fondamentale importanza per la salvaguardia del reddito dei produttori agricoli e per il ricambio generazionale, ma che al momento risulta bloccato dal dibattito ancora in corso sugli esiti della Brexit”, conclude Verrascina.