Battista, appello agli europarlamentari italiani alla vigilia del voto sulla proroga del Regolamento EUDR
Roma, 13 novembre 2024 – “In una situazione nella quale, negli ultimi trent’anni, sono stati distrutti oltre 420 milioni di ettari di foresta, una superficie più grande di quella dell’intera Unione Europea, è fondamentale mettere un argine al pericoloso e preoccupante fenomeno della deforestazione, che mette a rischio la sopravvivenza stessa del Pianeta; è altrettanto importante, però, far sì che tale transizione avvenga in maniera graduale, scongiurando il più possibile i rischi sulle imprese comunitarie e nazionali”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista alla vigilia del voto del Parlamento Europeo sulla proroga dell’entrata in vigore del Regolamento UE sulla deforestazione (Reg. UE 2023/1115).
“In base allo European Union Deforestation Regulation-EUDR, le aziende saranno tenute a dimostrare, tramite la presentazione di una dichiarazione di due diligence, che determinate materie prime e prodotti non provengano da terreni deforestati in nessuna parte del mondo”, spiega Battista, ricordando che “tra i beni oggetto del Regolamento figurano, fra gli altri, il bestiame e la soia, fondamentale per l’alimentazione animale, ma anche, in seconda battuta, il cacao e il caffè”.
“E’ del tutto evidente, quindi, che l’entrata in vigore di tale Regolamento, prevista per l’inizio del nuovo anno, rischia di impattare in maniera significativa sull’agricoltura comunitaria e nazionale, con particolare riferimento al comparto zootecnico, già in sofferenza per la delicata congiuntura economica”, rimarca il presidente, facendo appello agli europarlamentari italiani affinché si adoperino per accordare una proroga, così come richiesto da numerosi Stati Membri e come proposto dalla Commissione Europea.
“Numerosi, infatti, sono gli aspetti ancora da chiarire e i dettagli da limare per garantire la piena efficacia di uno degli ultimi regolamenti che fanno parte del Green Deal, un testo che pone giustamente grande attenzione alla tutela delle foreste, ma che rischia di essere, ancora una volta, troppo focalizzato sulla sostenibilità ambientale, a scapito della dimensione economica e d’impresa”, prosegue Battista, facendo notare che l’UE contribuisce a meno del 10% della deforestazione globale.
“Tra i principali nodi da sciogliere del Regolamento, che prevede sanzioni piuttosto dure per le aziende che non si allineano agli adempimenti previsti, quali l’esclusione temporanea dalle procedure di appalto pubbliche, nonché dall’accesso a finanziamenti, sovvenzioni e concessioni, figurano senza ombra di dubbio il disallineamento tra i sistemi di tracciamento UE e quelli Extra-UE, con particolare riferimento ai paesi nei quali, ad esempio, esistono definizioni di foresta profondamente diverse da quella comunitaria”, conclude il presidente della Copagri, secondo cui esistono rischi significativi anche per le attività dei macelli.



