Piano Mattei, obiettivi giusti e ambiziosi per rafforzare collaborazione con Stati africani in grande crescita

15 Marzo 2024

Il vicepresidente Bernardini alla prima riunione della Cabina di Regia del Piano Mattei per l’Africa

Roma, 15 marzo 2024 – “Diversificare e ampliare i mercati del nostro interscambio commerciale, promuovere con sempre maggiore determinazione la cooperazione allo sviluppo ed esportare l’eccellenza e l’unicità del nostro know how sono gli obiettivi da parte nostra certamente più condivisibili e apprezzabili del cosiddetto ‘Piano Mattei’ elaborato dal governo”. Lo ha sottolineato il vicepresidente della Copagri Giovanni Bernardini, che ha partecipato oggi a Palazzo Chigi alla prima riunione della Cabina di Regia del Piano Mattei per l’Africa, presieduta dalla Premier Giorgia Meloni.

“Tutti questi obiettivi – ha continuato Bernardini – sono strettamente connessi ai cinque pilastri individuati dal governo come elementi prioritari, fra i quali figura l’agricoltura, dalla quale passa l’abbattimento dei tassi di malnutrizione, lo sviluppo delle filiere e delle attività familiari, ma anche la salvaguardia del patrimonio forestale e il contrasto e l’adattamento al climate change”.

“Pilastri – ha fatto notare – che saranno fondamentali a rafforzare la collaborazione tra l’Italia e gli stati africani, che rappresenta a tutti gli effetti un obiettivo concreto al quale guardare nel medio periodo, in ragione del fatto che il continente africano è in netta e continua crescita sia dal punto di vista demografico, con una popolazione che nel 2050 raddoppierà fino a sfiorare i 2 miliardi di abitanti, che soprattutto da quello economico, con un aumento del PIL che nel 2024 sta viaggiando su una media del 5,5%”.

“Tanto più che proprio l’Italia, per il suo stesso posizionamento geografico, è il trait d’union tra il continente africano e quello comunitario”, ha concluso Bernardini, secondo cui “sarà ora importante dare gambe agli ambiziosi e giusti obiettivi del Piano e lavorare per assicurare la piena e totale integrazione tra gli interventi in esso previsti e le misure già esistenti per la cooperazione allo sviluppo”.

Il vicepresidente Bernardini alla prima riunione della Cabina di Regia del Piano Mattei per l’Africa

Roma, 15 marzo 2024 – “Diversificare e ampliare i mercati del nostro interscambio commerciale, promuovere con sempre maggiore determinazione la cooperazione allo sviluppo ed esportare l’eccellenza e l’unicità del nostro know how sono gli obiettivi da parte nostra certamente più condivisibili e apprezzabili del cosiddetto ‘Piano Mattei’ elaborato dal governo”. Lo ha sottolineato il vicepresidente della Copagri Giovanni Bernardini, che ha partecipato oggi a Palazzo Chigi alla prima riunione della Cabina di Regia del Piano Mattei per l’Africa, presieduta dalla Premier Giorgia Meloni.

“Tutti questi obiettivi – ha continuato Bernardini – sono strettamente connessi ai cinque pilastri individuati dal governo come elementi prioritari, fra i quali figura l’agricoltura, dalla quale passa l’abbattimento dei tassi di malnutrizione, lo sviluppo delle filiere e delle attività familiari, ma anche la salvaguardia del patrimonio forestale e il contrasto e l’adattamento al climate change”.

“Pilastri – ha fatto notare – che saranno fondamentali a rafforzare la collaborazione tra l’Italia e gli stati africani, che rappresenta a tutti gli effetti un obiettivo concreto al quale guardare nel medio periodo, in ragione del fatto che il continente africano è in netta e continua crescita sia dal punto di vista demografico, con una popolazione che nel 2050 raddoppierà fino a sfiorare i 2 miliardi di abitanti, che soprattutto da quello economico, con un aumento del PIL che nel 2024 sta viaggiando su una media del 5,5%”.

“Tanto più che proprio l’Italia, per il suo stesso posizionamento geografico, è il trait d’union tra il continente africano e quello comunitario”, ha concluso Bernardini, secondo cui “sarà ora importante dare gambe agli ambiziosi e giusti obiettivi del Piano e lavorare per assicurare la piena e totale integrazione tra gli interventi in esso previsti e le misure già esistenti per la cooperazione allo sviluppo”.